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It’s just a ride… 0

Un inizio, uno svolgimento ed una fine… come un giro di giostra. Tutte le cose sono strutturate in questa maniera, possano esse essere cicliche come il sorgere del sole o destinate a non ripetersi come la vita stessa. Sali sulla tua giostra, un giorno, perchè ti sembra bella, illuminata o semplicemente perchè ti ci hanno messo. E tu sei lì che giri, vai su e giù mentre la gente ti sorride dall’esterno: tutto molto divertente… almeno per un po’. Prima o poi il giro finisce, e ti ritrovi di nuovo con i piedi per terra. Magari se sei capitato su una giostra veloce ti ritrovi con giramento di testa e puoi arrivare anche a vomitare se non sei abbastanza forte. Comunque sia, sei di nuovo a terra. Ad una certa ora il luna park chiude e cosa rimane del giro di giostra? Ti guardi intorno… è tutto spento, è tutto buio, è tutto fermo. Le luci, i colori e i movimenti appartengono alla tua memoria. Cos’è il ricordo di qualcosa che non puoi più nè vedere nè toccare?
E’ stato tutto solo un giro di giostra?

Ispirato dal discorso finale dello show del geniale e compianto Bill Hicks – Revelations (Londra, Dominion Theatre 1993)

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I ♥ PSG 0

Epilogo. Perchè mi saluti così, con l’acqua torbida e le onde schiumose? Stai forse piangendo per la mia partenza? Dai, non fare così, ti prego… tanto tornerò spesso seppure per pochi giorni (ore…). Però è così… ammettilo anche tu… cosa hai da offrirmi ora? Quando torno da te con il sole di luglio hai così tanto da darmi… ma ti esaurisci subito… questo è il tuo limite che rende però così speciale il tempo in cui sono qui… Ciao PSG bella, ti dedico questa canzone che ogni volta mi fa pensare sempre e solo a te… e ti lascio aspettando già con ansia il momento in cui arriverò alle scale della stazione aspettando l’auto che mi porterà a casa… ecc… ecc…
(chi mi seguiva tempo fa, sa già il seguito…)

Bon Jovi – I love this town

I always knew that I like this place
You don’t have to look to far to find a friendy face
I feel alive when I’m walking on these street
I feel the heart of the city pounding underneath my feet
Bon Jovi – I love this town (Lost Highway, 2007)

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Che rumore fa la felicità? 1

La felicità. Credo sia uno dei concetti più difficili da capire. Cioè, volendo potremmo risolvere la questione in un attimo, basta guardare un tizio che sorride e dire “toh ecco! quello è felice”. Ma se ti ponessero la domanda “ma tu sei felice?”. Tu cosa risponderesti? Per quanto magari le cose stiano andando per il verso giusto nella tua vita, tra casa, famiglia, lavoro, salute e via dicendo saresti mai abbastanza soddisfatto da poter dire “ho tutto, non ho bisogno di nient’altro quindi sono felice”? E di conseguenza: è mai possibile che la felicità sia legata al concetto di avere? Oppure siamo solo noi che abbiamo perso la bussola e vaghiamo su questa terra dalla culla alla tomba convinti che la nostra gioia sia proporzionale a quanto riusciamo ad ottenere? No, non credo sia possibile che nel momento in cui lo show finisce e lo schermo si spegne la nostra serenità dipenda da quanto sia bello, comodo e costoso il nostro capezzale. Cosa ci portiamo sempre dietro che può fare la differenza? A me verrebbe da dire: il bagaglio di esperienza. Tutto ciò che abbiamo visto e sentito, tutta la gamma di sentimenti ed emozioni che abbiamo provato, ogni singola persona che nel bene o nel male ci ha accompagnato anche solo per un po’ nel nostro viaggio. E non importa tanto la positività o la negatività delle esperienze finchè esse appartengono al normale susseguirsi delle vicende della vita, che sia la nascita di un figlio o la scomparsa di una persona cara. Dipende dall’agire nel rispetto degli altri tanto quanto verso noi stessi, perchè se provochiamo una ferita che può essere evitata è come se ce la facessimo da soli anche se lì per lì non ce ne accorgiamo. E con la fedina penale sporca la redenzione ed il raggiungimento della felicità sarranno più lontani.

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Summer ending 0

12 Novembre 2008… ne è passato di tempo dall’ultima volta che ho buttato giù due pensieri. Sarà stato il blocco dello scrittore? Sarà stata la migrazione da MSN a Facebook? Mah… so solo che mi sono ritrovato a traslocare qui, in un altro nascondiglio che segreto non è…
Eccomi qui a fine estate con la stessa sensazione che mi assale ogni anno e che esprimerò con parole non mie…

L’onda lunga dell’asfalto schiaccia le parole
sguardi persi oltre i vetri, oltre di noi
il ritorno porta addosso mal di testa e mal d’anima
nei silenzi ognuno piano fruga dentro di sè

Dal coma proverò a riemergere
dalle nebbie mie lisergiche,
oh Madonna che ora era,
era oggi o ieri sera?
20 notti e poco giorno
me le sento ora che torno
ora che la fiesta è andata,
pace, amore, gioia infinita…
Negrita – Gioia infinita (Helldorado, 2008)

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